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Ingoma
Zandisile
Simphiwe Dana

È la nuova stella della musica africana: lo si può affermare senza timore di venire smentiti. Ad attestarne il talento, basti dire che all’indomani della pubblicazione di “Zandisile”, suo esordio discografico, Simphiwe Dana è stata salutata come “la cosa migliore dopo Miriam Makeba nella Afro-Soul Music”. “Zandisile” – pubblicato in Sud Africa nel 2004 – ha riscosso un enorme successo di pubblico e critica: nel 2005, al SAMA (South African Music Awards, i Grammy sudafricani), Simphiwe Dana è stata proclamata “Esordiente dell’anno” e “Migliore cantante jazz”, ricevendo inoltre nomination come “Migliore autrice” e “Migliore artista femminile”.
Nel 2007 ha pubblicato un nuovo album, “The One Love Movement On Bantu Biko Street” che si è già portato a casa ben tre SAMA 2007 nelle categorie “Album of The Year”, “Best Contemporary Jazz Album” e “Best Vocal Jazz Album”, mentre la stessa Simphiwe si è aggiudicata le sezione “Best Female Artist”. Un vero trionfo!
“The One Love Movement On Bantu Biko Street” è molto più del classico album delle conferme: rispetto al debutto rappresenta un sensibile passo in avanti, testimoniando ancor più compiutamente l’ampio range stilistico all’interno del quale Simphiwe Dana agisce in gran scioltezza con la sua voce intensa, magnetica, potente e nel contempo duttile. Musicalmente, la cantante è capace di sintetizzare in maniera personalissima diversi generi musicali, dal soul al jazz, dall’afro-pop al reggae, senza ovviamente tralasciare richiami alla più autentica tradizione del suo Paese. Gli arrangiamenti strumentali delle 12 canzoni del CD sono curatissimi, con preziosi inserti di fiati e archi su incalzanti tappeti ritmici. E come avvenuto in “Zandisile”, una grande importanza l’hanno i testi, cantati in Xhosa, lingua madre di Simphiwe, che per scrivere le sue canzoni si ispira a tematiche sociali, all’amore, alla famiglia, ma soprattutto alla lotta che gli oppressi devono condurre quotidianamente per conquistare e mantenere la propria libertà. Dice Simphiwe Dana a proposito della canzone che dà il titolo all’album: “Bantu Biko Street è l’unica strada lastricata con le nostre speranze e i nostri sogni, la nostra strada dorata che prima di tutto deve esistere nelle nostre menti”. Nativa di un villaggio chiamato Ccuwa e cresciuta a Lusikisiki, Simphiwe Dana ha cominciato a cantare nei cori delle chiese dell’East Cape. Con l’abolizione dell’Apartheid, ha potuto dedicarsi allo studio, interessandosi inizialmente di graphic design e moda. Trasferitasi quindi a Johannesburg, culla dell’industria musicale sudafricana, Simphiwe ha intrapreso il percorso che in breve l’ha portata a conquistarsi l’attenzione di noti musicisti e produttori e poi alla realizzazione di “Zandisile” e di “The One Love Movement On Bantu Biko Street”. Tra le proprie influenze, Simphiwe Dana indica jazz singer del calibro di Sarah Vaughan e Lena Horne e leggende della musica africana come Dorothy Masuka, ma anche nomi del mondo del reggae, del jive e della musica tradizionale Xhosa.
Nel 2008 ha inoltre partecipato al progetto Birima, cantando assieme a Youssou N'Dour , Patti Smith , Francesco Renga , Irene Grandi il brano Birima inciso da Yossou N’Dour nel 2000 e ri-arrangiato per l'occasione.
Il ricavato del download di Birima è destinato a sostenere un progetto di microcredito in Senegal. Al centro del programma c'è l'associazione di credito cooperativo creata da Youssou N'Dour. Birima offre l'opportunità di un credito a coloro che vogliono sviluppare la loro piccola impresa e li sostiene nelle fasi di avvio e consolidamento dell'attività.  
Birima offre servizi finanziari a singoli e cooperative, specialmente a donne e giovani, che altrimenti non vi avrebbero accesso. Sostiene anche artisti emergenti e musicisti. Il finanziamento di Birima riempie il vuoto tra microprestiti a breve termine e prestiti bancari commerciali su larga scala. Iniziato nel 2007, Birima ha in programma di estendere le sue attività ad altri paesi dell'Africa nei prossimi decenni.

Giuseppe Andrea Liberti per JazzItalia:

“Se, come me, siete cresciuti ascoltando ed amando "The Miseducation of Lauryn Hill", e di conseguenza avete trovato conforto tra le note e le parole di Erykah Badu e Lauryn Hill, Simphiwe Dana potrebbe presto diventare la vostra nuova Musa. Riprendendo gli esperimenti a metà strada tra jazz, cultura africana e soul che hanno caratterizzato le dapprima citate, Miss Dana si proietta tra gli astri nascenti della musica di matrice africana, una musica che parla all'universo intero e che sembra proprio distillata dalla storia del misterioso quanto affascinante continente.
La cantante utilizza i suoi canti in lingua xhosa per uno dei più nobili scopi al quale una vocalist può perseguire: dare un messaggio. Non è passato poi molto tempo da quando lavorava ancora nel suo villaggio in quel del Sud Africa, e i ricordi sono ancora nitidi nella mente e nella voce dell'affascinante Miss Dana. Lo stesso titolo dell'album, "The One Love Movement on Bantu Biko Street", si rifà ad un simbolo della cultura nera, utilizzato tanto da Marvin Gaye quanto da Nas. Il "one love", per l'appunto. Un amore. Pace. Come quella che risiede nell'ugola di Miss Dana, che all'aggressività preferisce note prolungate ed un tono dolce, rassicurante, direi "esotico".
Simphiwe giostra inoltre su tappeti sonori altrettanto suggestivi, mai troppo distanti l'uno dall'altro per sonorità, ma mai ripetitivi. Merito anche del riuscito connubio tra jazz e gospel, tra assoli (spettacolare il pianoforte di "Zundiqondisise") e cori d'accompagnamento. Ed è proprio nei cori che è possibile sentire la storia di un popolo, la sua sofferenza, le sue date da ricordare.

E' una specie di magia, quella che pervade questo album. Sono atmosfere che fanno pensare alle sere d'estate, periodo nel quale mi riprometto di ascoltare a tutto volume "The One Love Movement". Non è semplice jazz, non è SOLO jazz. Quello di Simphiwe Dana è un disco di ottima world music, comprensibile, curato, raffinato ma ascoltabilissimo. Ce ne fossero tanti di movimenti come questo...one love a voi, amici lettori.”